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A volte ritornano...

Dopo alcuni mesi di inattività dovuta a qualche problema tecnico e qualcun'altro più spinoso di genere burocratico, eccoci tornati ad animare la vita al Campus con i nostri frizzanti articoli!

Attualità, eventi, cronaca, politica e poesia torneranno sotto ai vostri banchi per aiutarvi a passare indenni interminabili ore noiosissime di lezione!

VVR è il giornale di chi, come voi, vive con passione l'esperienza universitaria al Campus.

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Simone Trimarchi

Visualizzazione post con etichetta Francesco Maggi. Mostra tutti i post
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giovedì 21 giugno 2007

Allarme bomba!

Un articolo pubblicato sul Secolo XIX, edizione di Savona, del 16 maggio 2007 riporta un fatto di cronaca avvenuto a Vado due giorni prima, durante la notte, che ha il sapore agrodolce di un misto tra sconcerto e ilarità.
Stando a quanto si legge, intorno alla mezzanotte di lunedì 14 un residente di uno stabile sito in via Verdi si è lamentato con un vicino per il volume dello stereo troppo alto, vista l'ora tarda.
Da qui sarebbe scaturita una lite, culminata con lanci di stoviglie dalla finestra da parte del vicino “appassionato di musica”, trinceratosi in casa a causa dell'imminente arrivo dei carabinieri.
Ma il bello deve ancora arrivare.
Pare infatti che tale vicino fosse conosciuto alle forze dell'ordine per detenzione di proiettili, dunque ritenuto potenzialmente pericoloso.
Per questo i nostri amati eroi dell'anti-terrorismo hanno fatto evacuare l'intera palazzina, onde scongiurare una strage dovuta al possibile scoppio di un ipotetico ordigno.
E fu così che una banale lite condominiale venne trasformata in un allarme bomba di massimo livello.
Sarà un effetto dell'undici settembre?
La provincia di Savona ha di che preoccuparsi, intanto suggerirei di alzare il livello di guardia...


martedì 22 maggio 2007

Aggressione al circolo RainDogs

-pubblicato maggio-

Nella notte tra venerdì 30 e sabato 31 marzo al RainDogs di via Chiodo, nuovo circolo Arci del panorama savonese, si respirava aria di festa.
Era da poco finito un concerto jazz, e i musicisti si rilassavano tra il pubblico in un'atmosfera rilassata tipica di quei locali un po' fuori dagli schemi, quando un evento repentino come un fulmine a ciel sereno veniva a funestare quel clima.
Verso le prime ore del sabato, infatti, un gruppo di otto naziskin prendeva letteralmente d'assalto il circolo con lanci di pietre e bottiglie accompagnati da cori inneggianti al fascismo costringendo gli avventori del locale a barricarsi all'interno.
Dopo un quarto d'ora di insulti e intimidazioni, vissute con sgomento e un po' di paura da parte della gente all'interno, lo squadrone si allontanava indisturbato infierendo su alcuni segnali stradali durante la via di fuga.
A quasi un mese di distanza gli investigatori della digos fanno luce sull'episodio identificando i colpevoli, alcuni dei quali minorenni, in individui noti per le loro appartenenze a gruppi del tifo violento, provenienti non solo dal savonese ma da tutta la Liguria.
Secondo gli inquirenti l'aggressione è stata premeditata e pianificata alcuni giorni prima e la causa scatenante sarebbe una rivalità nata tra gli spalti di una partita di calcio, mettendo così in evidenza un punto di contatto tra ideologie politiche e tifo calcistico.
Gli otto sono indagati per danneggiamento aggravato, violenza privata e tentate lesioni.
Sembrerebbe la bravata sconsiderata di un gruppo di giovanissimi, violenti, un po' ignoranti se vogliamo, ma pur sempre ragazzini.
Ma l'aggravante della matrice politica del gesto dovrebbe invitare a riflettere.
E' preoccupante, infatti, che vi siano gruppi di giovani pronti a dimostrare il proprio dissenso con moti violenti inneggianti a un passato buio della storia d'Italia.
E, soprattutto, bisognerebbe interrogarsi sul fatto che purtroppo casi del genere ultimamente sono sempre più frequenti.
Francesco Maggi

venerdì 18 maggio 2007

Caso Barricata

-pubblicato marzo-

In una realtà come quella savonese, le alternative per i giovani non abbondano di certo, è risaputo.
E' così che la pensavano i ragazzi che, uniti sotto il nome di collettivo “Barricata”, il 15 dicembre scorso occupavano l'ex sede del mercato civico di piazza Bologna, uno stabile abbandonato al degrado da anni nel cuore di un quartiere storico di Savona come Villapiana.
“Vogliamo che Savona abbia uno spazio di aggregazione che non sia la solita discoteca o i pub che sono in Darsena. Vogliamo costruire uno spazio aperto di confronto tra i giovani e un'area in cui si possa fare musica o esporre quadri. Un locale accessibile a tutti, dove non esistano razzismi o differenze di ceto, ma soltanto uno scambio di parole, musica e integrazione sociale. Locali impossibili da trovare in città.”, così proclamavano la sera stessa quando, dopo aver passato il pomeriggio a ripulire il luogo con un'organizzazione degna della migliore esperienza di autogestione, cominciavano ad attirare l'attenzione dei vari rappresentanti politici locali e, pertanto, delle forze dell'ordine.
Dopo un po' di curiosità iniziale da parte degli abitanti del quartiere, le reazioni furono buone.
“Bravi ragazzi! Finalmente fanno qualcosa per recuperare quel posto divenuto rifugio per topi, dove da anni gli spacciatori nascondevano la roba! Quasi quasi vado ad occupare con loro!”, diceva una signora anziana di passaggio, “In un batter d'occhio hanno ripulito tutto, sono volenterosi e ben organizzati!”, un avventore di un vicino bar che teneva sotto controllo la situazione.
E così il giorno dopo il parroco della chiesa adiacente consentiva ai ragazzi di allacciarsi all'elettricità della parrocchia e gli abitanti di piazza Bologna portavano focaccia e brioches calde agli occupanti, partecipando con entusiasmo all'assemblea nella quale si discuteva di creare uno spazio non solo per giovani ma aperto a tutti.
Dopo tre mesi di mediazioni seguite in prima persona dall'assessore ai lavori pubblici Livio Di Tullio, si era quasi giunti ad un accordo, dove il collettivo Barricata si impegnava a sgomberare l'ex mercato civico e consegnare spontaneamente le chiavi al Comune, il quale a sua volta si impegnava a ricollocare il centro sociale in una nuova sede, ancora da sistemare, già individuata in piazzale Amburgo, a Legino, al posto del vecchio canile municipale.
Ma proprio mentre si stava per apporre la firma, gli agenti della digos si presentavano in piazza Bologna per formalizzare l'atto di sequestro dello stabile in conseguenza dello sgombero firmato dalla Procura.
E così l'impegno di mediazione profuso dal Comune è stato vanificato e la speranza dei giovani di ottenere considerazione e rispetto dalle istituzioni drasticamente ridimensionata.
“Avevamo raggiunto un accordo consensuale, onestamente questi sigilli ci hanno un po' sorpreso”, cade dalle nuvole l'assessore Di Tullio, “Comunque non cambiamo la nostra posizione. Ai ragazzi abbiamo detto che ci impegnamo a trovargli una nuova sistemazione entro qualche mese, il tempo che serve per fare i lavori di adeguamento delle varie strutture interessate. E così faremo.”
Nel frattempo quattro membri del collettivo Barricata sono stati convocati in procura ed hanno ricevuto un avviso di garanzia. Invasione di edifici pubblici il reato contestato.
Ed attendendo nuovi sviluppi, i giovani savonesi sono costretti ad accontentarsi di quel poco che la cittadina gli offre.

Francesco Maggi

giovedì 26 aprile 2007

Decreto Turco

-pubblicato marzo-

Quattro mesi fa, il 13 novembre 2006, con un decreto a sorpresa ma atteso da molti, il ministro della salute Livia Turco innalzava da 0,5 a 1 grammo il quantitativo massimo di cannabis, espresso in principio attivo, che può essere detenuto per uso personale senza incorrere nella presunzione di spaccio e nei provvedimenti punitivi previsti dalla legge Fini-Giovanardi.
La quale sostanzialmente cancella ogni differenziazione tra droghe leggere e droghe pesanti prevedendo in alcuni casi la reclusione dai 6 ai 20 anni tanto per un consumatore di hashish quanto per uno spacciatore di eroina o cocaina.
Decreto ritenuto appropriato, sebbene appena sufficiente per riparare a una legge iniqua il quale unico effetto rischia di essere l'incarcerazione di tanti giovani colpevoli solo di farsi una canna, dal centrosinistra, Rifondazione in testa.
Non altrettanto dal TAR del Lazio che, accogliendo la richiesta del Codacons e di una cooperativa sociale di Taranto, lo ha sospeso sostenendo che, secondo la legge, la quantità di sostanza detenibile non può essere decisa in base alla discrezionalità politica ma in base a criteri tecnici.
Immediata la polemica politica.
Il centrodestra chiede le dimissioni del ministro il quale a sua volta minaccia di ricorrere al Consiglio di Stato, ritenendo le motivazioni del TAR infondate in quanto la legge Fini-Giovanardi non offre al ministro della salute alcun criterio tecnico per determinare tale quantità.
Inoltre la stessa Commissione scientifica, insediata dall'allora ministro Storace per individuare i quantitativi limite oltre ai quali si incorrerebbe nelle sanzioni, concluse i suoi lavori segnalando l'impossibilità di una valutazione tecnica.
In poche parole, sostennero i tecnici nominati da Storace, la decisione spetta al ministro.
Ma se per il TAR non può essere una scelta politica a fissare le dosi consentite allora anche le norme precedenti che fissano tali quantità dovrebbero decadere.
“La stessa legge Fini-Giovanardi è inapplicabile e va cambiata”, sostiene il ministro Turco.
“La Turco è stata bocciata dal TAR, vada a casa!”, replica Storace.
Capita così che ancora una volta una situazione che dovrebbe essere discussa e risolta in sede parlamentare finisca davanti ai giudici.
E l'annosa questione se sia giusto equiparare alcune droghe leggere a quelle pesanti senza tener conto che vi sono droghe considerate leggere ma con pericolosità sociale ben più elevata, come ad esempio l'alcol, legalmente vendute nei negozi, in un eterno balletto di recriminazioni e ripicche, sembra destinata a non dover trovare mai una risposta.
Francesco Maggi